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SPARARE IN CAMPAGNA oppure in giardino




Eccoci nuovamente a parlare di tiro privato, uno degli argomenti più trattati, la possibilità per un tiratore appassionato di esercitarsi nelle sue proprietà senza finire nei guai è quasi un utopia ancora oggi ma in alcuni casi già una realtà possibile per quei pochi fortunati possessori di terreni isolati che facendo valere i propri diritti riescono a fondare una società di tiro e avviare l'attività.

Iniziamo con lo specificare chi può sparare fuori dalla propria abitazione:

può farlo chi è in possesso di una regolare licenza di porto d'armi per difesa personale e possiede un terreno isolato che garantisca piena sicurezza nel tiro, quindi un luogo ben individuabile e cintato, inaccessibile a estranei, sicuro contro fuoriuscite involontarie di proiettili, compresi quelli che possono rimbalzare dal terreno o dietro i bersagli, un luogo da cui i rumori prodotti dagli spari non possano infastidire gli estranei o i vicini e dove, eventuali persone di passaggio in strade adiacenti, non possano essere allarmate dagli stessi spari e tantomeno gli abitanti della zona, anche se si dovranno mantenere distanze di rispetto dalle abitazioni individuate dalla normativa sull'attività venatoria con la misura di una volta e mezzo la gittata massima per le armi a canna rigata e 150 mt. per quelle a canna liscia.


Chi è in possesso di una licenza per uso venatorio può recarsi in una sua proprietà che deve avere le stesse caratteristiche descritte sopra e utilizzare armi da caccia, può anche trasportare le armi corte ma poi non ha alcuna licenza per poterle usare (portare) sul campo, infatti sia la licenza di porto d'armi per caccia che quella per tiro a volo permettono di trasportare le armi sul territorio nazionale ma non di usarle (portarle) fuori dai campi di tiro a volo, tiro a segno o dinamici (privati).


Chi è in possesso di licenza per tiro a volo può recarsi in una sua proprietà che deve avere le stesse caratteristiche descritte poco sopra, trasportando le armi regolarmente denunciate sia corte che lunghe ma sfortunatamente non ha alcun titolo per portarle (usarle) quindi non potrebbe sparare. Nessuna norma però sembra vietare espressamente l'uso dell'arma appena trasportata in un terreno di proprietà ma nulla vieta all'Autorità di P.G. di intervenire (in special modo se richiamata dagli spari o da passanti allarmati) e procedere alla denuncia e anche al sequestro di armi e licenze, un vero paradosso dove una cosa non vietata può essere impedita per l'incolumità pubblica e per decisione di un semplice Agente di PG. Oltremodo sull'uso delle armi sembra valere la direttiva che "ciò che non è espressamente permesso si deve ritenere vietato", cosi dato che nulla e nessuno si è mai espresso sui poligoni privati, questi sono vietati.


Siamo finiti in un mondo dove la normativa è nebulosa e indefinita, in pratica non era stata mai presa in considerazione la possibilità per un tiratore di esercitarsi privatamente nelle sue proprietà, cosi per questi casi, vi è un vuoto legislativo colmato solo dalle singole Questure che intervengono spesso con modalità discutibili ma sempre in modo molto restrittivo e costoso per il tiratore che dovrà sempre fare ricorso al Giudice per fare valere le proprie ragioni.


Torniamo allora alla legge, con la Circolare 559/C-3159-10100(1) del 17 febbraio 1998, avente per oggetto: Trasporto di armi comuni da sparo, il Ministero dell'Interno ha sancito che con le licenze di porto d'arma è possibile sempre trasportare le armi di cui si è legalmente in possesso su tutto il territorio Italiano con giustificabile motivo. La licenza per difesa personale permette di portarle cariche quasi ovunque, la licenza per uso di caccia permette di portare cariche solo quelle da caccia nei luoghi e nei periodi destinati alla caccia stessa, la licenza per tiro a volo permette di portare cariche le armi per tiro a volo solo sui campi di tiro a volo. E nei poligoni pubblici (di TSN) o privati ? In questi luoghi non serve alcuna licenza per portare le armi, qui la presenza del direttore di tiro è sufficiente, quindi ogni licenza di trasporto d'armi permette di raggiungere tutti i poligoni situati sul territorio Italiano all'interno del quale il suo utilizzo specifico non è importante ai fini del tiro.


La cassazione sino ad oggi ha interpretato le norme in modo chiaro, citiamo: ( sezione I, 29.7.1997 ) "l'autorizzazione al porto di fucile rilasciata per l'esercizio della caccia rende legittimo il porto di detta arma anche se l'esercizio stesso venga attuato non per l'attività venatoria ma per fini diversi, compresi quelli non leciti..." sta di fatto che il porto dell'arma fuori dei campi di tiro a volo o delle zone di caccia è sanzionato solo amministrativamente. A conferma la sezione I della cassazione, il 6.2.1998, (Bianchini), stabilisce che al titolare di licenza di Porto di fucile per uso tiro a volo non può essere contestato il delitto di porto abusivo d'arma la dove utilizzi l'arma al di fuori del contesto tipico, cioè usi l'arma in campi privati non affiliati UITS, FITAV, AITDS, ecc..., per l'esercizio del tiro.


E' chiaro che questo non protegge dalla denuncia da parte delle autorità di P.G. "troppo scrupolose" o inviate su segnalazione di altri cittadini, se si è sorpresi a sparare fuori dei campi riconosciuti di tiro, ma salva il tiratore da ben più gravi sanzioni di carattere penale che prima gli venivano sanzionate.


Cosi sono sempre fuori dalla normativa quei luoghi privati di proprietà di un singolo tiratore in cui si seguono più le regole di buon senso che leggi espressamente emanate, ma ricordiamo che ciò che non è espressamente vietato, è permesso secondo noi ma come detto non è cosi secondo molti Questori. Non è quindi espressamente vietato sparare in una proprietà privata assicurandosi di non poter arrecare danno, disturbo o pericolo ad altre persone è altresi permesso utilizzare per l'attività sportiva un terreno adibito allo scopo da una socità sportiva e questo è diventato l'espediante più utilizzato dai tiratori per superare i problemi nell'uso delle armi fuori dai poligoni di TSN.


Questo è un punto da prendere sempre in considerazione; la costituzione di un'associazione di amici tiratori per la gestione di un campo di tiro privato, composta da almeno 5 persone è un ottimo passo per superare moltissimi rischi connessi con il tiro in zone che possiamo considerare a rischio per la presenza di strade o case e fondare una società sportiva di tiro non comporta grandi spese in rapporto al guadagno che se ne può ricavare. In tema di licenze necessarie possiamo distinguere tra poligoni privati, a cui possono accedere solo gli associati da quelli in cui c'è libero accesso anche agli spettatori, nel primo caso non vi è bisogno di alcuna licenza. In entrambi i casi però bisogna far riferimento ai requisiti richiesti dagli articoli 76 e 97 del TULPS e articoli 4 e 31 della legge 18 aprile 1975 n° 110. Una circolare viene in aiuto alle società di tirtatori, la 557/PAS.5899-10089(13) del 19 Aprile 2006 che riportiamo per intero qui sotto:


 











 


Ufficio per l'Amministrazione generale -

Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale -

Area Armi ed Esplosivi -


 


557/PAS.5899-10089(13) Roma 19 Aprile 2006


Oggetto: Associazione Tiro Dinamico Versilia. Apertura di un campo di tiro nel comune di Massarosa, loc. Quieta


ALLA QUESTURA DI LUCCA


In relazione alla nota Cat.23/PAS/06, del 6 marzo 2006, si rappresenta che la problematica relativa all'apertura di poligoni privati non è, al momento, disciplinata da alcuna normativa specifica.

Al riguardo, è parere di quest'Ufficio che la licenza di cui all'art. 57 del T.U.L.P.S. sia attualmente l'unica norma che possa consentire l'apertura e l'esercizio dei predetti impianti sportivi, soprattutto in considerazione del fatto che, come indicato da codesto Ufficio, la struttura in parola sorge in prossimità di strada pubblica.

Poiché la norma citata indica quale Autorità di P.S. competente al rilascio quella “locale”, che nel caso specifico è il Sindaco, si deve ritenere corretta la procedura indicata dagli artt. 19 e 20 della legge 15/2005.

Tanto premesso, in considerazione del fatto che l'attività in questione è, per l'anno in corso, già stata avviata, si possono solo esprimere delle considerazioni che potranno essere utili all'atto del rinnovo annuale della licenza stessa.

In tale circostanza, l'Autorità locale di P.S. dovrà valutare le necessità connesse al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica in ambito provinciale e, quindi, in relazione alla particolare natura dell'attività svolta, apporre le prescrizioni ritenute utili allo scopo.

Inoltre, ai fini della corretta determinazione da parte dell'Autorità di P.S. si ritiene necessario che all'istanza dell'interessato sia allegata la seguente documentazione:

• pianta del sito dove dovrà sorgere il poligono, contenente il progetto delle linee di tiro, con l'indicazione delle variazioni altimetriche dell'area;

• perizia tecnica sottoscritta da un perito balistico iscritto all'albo del Tribunale, con la quale si dichiari la sicurezza dell'impianto in relazione alla tenuta dei “parapalle”, sia frontali che laterali, nonché in caso di accidentale fuoriuscita di proiettili, tenuto conto delle prestazioni balistiche dei calibri per i quali si intende consentire l'uso;

• regolamento per l'esercizio del poligono. Esso dovrà individuare sia il responsabile del campo, che le figure dei “Direttori di Tiro”, indicando quali sono le loro funzioni e le qualifiche che essi debbono possedere per esercitare tale attività;

• dichiarazione di impatto ambientale dell'impianto con indicate le attività ordinarie di bonifica del piombo di risulta.

Qualora non sia stato già fatto all'atto del rilascio della licenza, è opportuno che in fase di rinnovo sia apposta come prescrizione la tenuta sul campo di un “registro delle presenze”, vidimato dall'Autorità Provinciale di P.S. con le modalità previste dall'art. 16 del Regolamento del T.U.L.P.S..

Questo deve necessariamente essere presente in ogni poligono, sia per consentire ai tiratori lo “scarico” delle munizioni, sia per permettere alle Forze di Polizia un controllo sui frequentatori dell'impianto.

Quanto sopra, comunque, non esclude la possibilità da parte di codesta Autorità di P.S. di eseguire controlli sull'esercizio del poligono e sulle persone che lo frequentano, al fine di verificare la regolarità dei titoli di trasporto delle armi e di detenzione delle munizioni.




IL DIRETTORE

L'Ufficio per L'Amministrazione Generale

(CAZZELLA)



 


 



 


Tutte le norme mirano a salvaguardare la sicurezza pubblica, richiedono che vengano rispettati determinati criteri di sicurezza, proprio perchè molto spesso in questi poligoni si svolgono gare, premiazioni e altro durante le quali assistono anche estranei non iscritti all'associazione. Pertanto il controllo sulla sicurezza è di competenza del Questore o del Sindaco che è autorità di P.S.; va da sé che il tutto dovrà essere corredato dalle licenze che normalmente accompagnano una nuova costruzione quali, per esempio, l'opportuna licenza edilizia dove si installino prefabbricati adibiti a ufficio e deposito e come società sportiva, dovrà essere rilasciata anche licenza all'esercizio da parte del Sindaco anche se la sola dichiarazione di inizio attività che la società deve inoltrare obbligatoriamente all'ufficio competente è sufficiente la dove entro 30 giorni non venga emesso parere contrario dallo stesso ufficio.


I poligoni di tiro o campi di tiro, privati, pubblici o personali devono comunque essere delimitati e resi invalicabili, cintati e segnalati per l'intero perimetro e l'unico accesso ad essi deve essere quello principale e controllato, all'interno deve essere ben visibile e indicato il luogo dove si spara, separato da dove accede anche il pubblico, si deve provvedere alla netta separazione tra la zona di tiro e quella di accesso a "tutti", bambini compresi. Come confermato dalla nota sopra riportata, non essendoci una normativa specifica che regolamenta l'attività in questione, tutto è demandato al Sindaco. Ma per far si che egli possa decidere e consentire senza riserva l'attività di tiro è necessario che alla domanda sia allegata anche una documentazione completa di: pianta del sito dove sorge il poligono, contenente il progetto delle linee di tiro, con l'indicazione delle variazioni altimetriche dell'area e possibilmente fotografie; perizia tecnica sottoscritta da un perito balistico iscritto all'albo del tribunale, con la quale si dichiari la sicurezza dell'impianto in relazione alla tenuta dei "parapalle", sia frontali che laterali, nonché in caso di accidentale fuoriuscita di proiettili, tenuto conto delle prestazioni balistiche dei calibri per i quali si intende consentire l'uso; regolamento interno del poligono (statuto) che dovrà individuare sia il responsabile del campo, che le figure dei "direttori di tiro", indicando quali sono le loro funzioni e le qualifiche che essi debbono possedere per esercitare tale attività; dichiarazione di impatto ambientale dell'impianto con indicate le attività ordinarie di bonifica del piombo di risulta; perizia fonometrica, nel caso in cui possa verificarsi un impatto sonoro anomalo riferito a pubblici edifici adiacenti o in prossimità del campo svolta da un ente (ARPAL) riconosciuto o abilitato, non ultimo; la tenuta sul campo di un "registro delle presenze", sia per consentire ai tiratori lo "scarico" delle munizioni, sia per permettere alle forze di Polizia un controllo sui frequentatori dell'impianto.


Se pur l'unica norma vigente che si occupa del tema è l'articolo 57 del Tulps, si sottolinea come la stessa non possa riferirsi a casi di poligoni privati, dal momento che l'articolo citato si cura unicamente di tutelare la sicurezza pubblica laddove il poligono si trovi in un luogo abitato, nelle sue adiacenze o lungo una pubblica via o in direzione di essa. La ricerca del luogo adatto a installare un campo di tiro dovrà tenere presente anche questo fattore. Ormai la strada è stata aperta e in Italia poligoni e campi privati di tiro, sorgono ogni mese strappando all'UITS sempre più il predominio che da decenni ha sul tiro nel nostro Paese regalando a tutti i tiratori un nuovo modo di fare sport.










Copyright © by A.S.D Campo di tiro Club Orgosolo Tutti i diritti riservati.

Pubblicato su: 2012-09-17 (10322 letture)

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